Tanti personaggi al 35^ ritrovo del Bici Club
CICLISMO: GIMONDI, MOSER, BITOSSI, SIMONI, ULIVIRI E TRE OLIMPIONICI – GRAN FESTA A NARNALI
NARNALI DI PRATO.- Complimenti al presidente del Bici Club Enzo Ricciarini, per aver saputo radunare tanti ex ciclisti e personaggi dello sport nei locali della Parrocchia di Narnali per l’annuale ritrovo. Con Gimondi, Moser, Bitossi e Simoni, anche tre olimpionici, Luciano Giovannetti (due ori nel tiro a volo), Livio Trapè e Marco Giovannetti (ciclismo), il presidente dell’Associazione allenatori di calcio Renzo Ulivieri, Cristiano Taccone figlio del compianto e popolare campione abruzzese Vito, Piero Coppi cugino del “Campionissimo” del pedale. Ancora una volta l’occasione per immergersi in questa atmosfera di storie e racconti di strada, frizzante e allegra, con gli ex corridori toscani e di altre regioni, ma anche giornalisti del settore, opinionisti televisivi, direttori sportivi, medici sportivi. Durante la festa opinioni e pareri dei presenti. “ Montella è un duro, un allenatore bravo e sta facendo benissimo a Firenze “ ha detto Ulivieri, sempre più impegnato a Roma per insegnare ai giovani allenatori ed in vista delle elezioni, come candidato del Sel per il Senato. Dal calcio al ciclismo con Gimondi: “ La vicenda Armstrong ha dell’incredibile. Non si può intervenire dopo 10 anni e togliere sette Tour, il caso è stato gestito malissimo, una brutta pagina “. Bitossi continua ad essere un protagonista nelle bocce. “ Mi diverto e vinco abbastanza anche se non mancano gli avversari in Toscana ed Emilia Romagna soprattutto, il ciclismo lo guardo in televisione. “ Anche Gilberto Simoni non vuole incarichi. “ Ho una squadra di giovani da seguire in Trentino ma niente impegni a certi livelli dopo 17 anni nei professionisti. Tra gli italiani per la stagione 2013, credo che Vincenzo Nibali possa già puntare al gradino più alto in una grande corsa a tappe, mentre per le gare di un giorno punto su Moreno Moser, anche se è ancora giovane ed ha tanti anni di carriera davanti a se “.
Infine Francesco Moser: “ E’ un momento difficile per il ciclismo, per chi organizza e per chi svolge attività. Talvolta mi domando se era meglio ai nostri tempi, ma ci sono stati tanti cambiamenti e tornare all’antico è impossibile, come farlo? “.
Una grande festa per la quale Enzo Ricciarini ha avuto il sostegno della Banca Popolare di Vicenza, la Magniflex con Giuliano e Fabrizio Magni, Fabrizio Franceschini, Biscottificio Mattei, Forno Cocciardi, Frutti di Daniele Tinchella, Mario Mengoni, la G.M. di Massimo Giarratana. Ed ancora doppi complimenti a lui, capace di mantenere in vita una festa da 35 anni come solo il ciclismo sa regalare.
ANTONIO MANNORI
Anche l’altra causa verso la conclusione
CASO BARTALI:SODDISFATTI I FIGLI BIANCA MARIA E LUIGI
FIRENZE.- La sentenza emessa dal giudice Salvatore Palazzo del Tribunale di Firenze, in merito alla causa civile che la moglie del campione signora Adriana Bani ed il figlio Andrea avevano promosso contro l’Associazione Amici del Museo in merito ai cimeli, biciclette, trofei, medaglie e maglie vinti e appartenuti al grande campione, e che si trovano nel Museo di Ponte a Ema ha soddisfatto gli altri due figli di Gino Bartali, Bianca Maria e Luigi. I due lo hanno espresso in poche righe. “ Vogliamo comunicare la nostra soddisfazione per l’esito della sentenza relativa ai cimeli di nostro padre, poiché finalmente la sua volontà è stata rispettata. Speriamo – concludono Bianca Maria e Luigi – che si possa mettere la parola fine a questa storia che nostro padre non avrebbe mai voluto fosse scritta ”.
Da aggiungere in merito a questa vicenda che la signora Adriana Bani e Andrea Bartali “ amareggiati e delusi dalla sentenza “ hanno deciso tramite i loro avvocati di presentare ricorso, mentre ricordiamo che al Tribunale di Firenze anche l’altra causa civile promossa dalla signora Bani contro l’Associazione Amici del Museo, gestori della struttura, e tre sponsor del museo stesso, è arrivata in fase conclusiva. La vedova di Bartali chiede 2.400.000 euro di risarcimento per l’indebito sfruttamento, a partire dal 2005, del nome e dell’immagine del marito. La sentenza è attesa per l’inizio dell’estate.
Antonio Mannori
VINSE IL GIRO DI LOMBARDIA DEL ‘50
PRATO – NEGLI ultimi giorni dell’anno appena trascorso la scomparsa di Emilio Ciolli. In questi primissimi giorni del nuovo anno quella di Renzo Soldani classe 1925, nativo di Cireglio località della montagna pistoiese ma da molti anni residente a Prato. Fino a poco tempo fa Soldani usciva ancora in bici, ma negli ultimi tempi aveva rallentato questa sua immensa passione. E’ ricordato da tutti come un passista-veloce, professionista dal 1949 al 1955 con dodici vittorie nel suo curriculum. La prima maglia da ciclista quella dell’U.C. Pistoiese e da professionista la Legnano ma anche la Benotto, Doniselli Lansetina, Bottecchia e Welter. Da dilettante Soldani, soprannominato “Il Conte di Cireglio” fu una grande promessa, ma nella categoria superiore Renzo non riuscì ad avere la necessaria concentrazione e regolarità come spesso ci ricordava, per mantenere quei livelli di rendimento che gli consentirono comunque di realizzare qualche importante vittoria ed il successo più prestigioso della sua carriera nel Giro di Lombardia del 1950 con uno sprint poderoso al Vigorelli davanti a Toni Bevilacqua e Fausto Coppi. E quello fu anche l’anno più bello da professionista in quanto Soldani s’impose nella Corsa dei Due Mari (Trieste-Sanremo a tappe), nel Giro dell’Umbria ed in quello dell’Appennino, nel Gran Premio Calzatura a Porto Civitanova nelle Marche, nelle tappe di Matera, Foggia e Barletta del Giro di Puglia. Della sua carriera è giusto ricordare il successo nel Giro del Piemonte del ’48 come indipendente, la Coppa Placci nel 1949, la Sassari-Cagliari nel ’51. In quel periodo Renzo Soldani ebbe la soddisfazione di essere nominato dalla Federazione Ciclistica Italiana, professionista di 1^ categoria assieme ad altri prestigiosi campioni come Coppi, Bartali (che riuscì in qualche occasione a battere) Magni, Bevilacqua, Leoni e Casola. La Firenze-Roma del ’51 fu la sua ultima affermazione, anche se Renzo Soldani proseguì per qualche stagione ancora la sua attività, ma non riuscì più ad uscire dall’anonimato, e poco più che trentenne cessò la propria attività. Oggi questa improvvisa scomparsa che rattrista tutti coloro che ebbero modo di apprezzarlo come atleta e come uomo, perché Renzo Soldani è stato davvero un signore ed amico di tutti.
I funerali si svolgeranno venerdì 4 gennaio alle ore 15 a Prato presso la sede della Misericordia.
Antonio Mannori
UNA CARRIERA ALL’OMBRA DEI CAMPIONI
FIRENZE – Dopo una lunga malattia che lo ha fatto tribolare e soffrire, ci ha lasciati Emilio Ciolli “Ciollino” per gli amici, ex corridore valdarnese protagonista ammirato in una carriera all’ombra dei grandi campioni. Era nato a Figline Valdarno il 27 gennaio 1933, ed aveva scelto il ciclismo seguendo l’esempio del fratello maggiore Marcello con il quale ha corso nella Frejus al debutto per due stagioni (1954 e 1955), rimanendo nei professionisti fino al ’64. Le prime vittorie con i colori della società fiorentina “Titti” da allievo, quindi nel 1952 al suo primo anno da dilettante il successo nella Milano Rapallo (230 Km alla media di 41,600), nel G.P Arezzo e nel Giro di Bolsena. Nel 1954 il successo nel Gp del Marmo a Carrara una delle sue ultime vittorie di prestigio prima di salire nei professionisti. Le due migliori annate come professionista il 1957 e ’58 con la maglia della Ignis durante le quali colse anche la sua unica vittoria della carriera il Gran Premio Saca a Pistoia, oltre a numerosi piazzamenti in tante corse nazionali. Ha indossato i colori anche dell’Audace Cagliari e della Rossi disputando il Tour De France del 1962, prima di chiudere la sua carriera nella Legnano (1963 e ’64) a fianco di Imerio Massignan. Una carriera a fianco dei grandi campioni, onorata da esemplare impegno e dedizione. La salma di Emilio Ciolli si trova esposta nella camera ardente presso la sede della Misericordia di Badia a Ripoli alla periferia di Firenze. I funerali si svolgeranno invece giovedì mattina 27 dicembre alle ore 10 presso la Cappella di Ponte a Ema a due passi dal Museo del Ciclismo Gino Bartali.
ANTONIO MANNORI

ANDREA BARTALI “SONO DISGUSTATO NON E’ QUESTO L’ESEMPIO CHE SI DEVE DARE “
FIRENZE.- Andrea Bartali, il figlio del grande campione fiorentino è un fiume in piena, non è amareggiato e deluso, è soprattutto disgustato dalla mancata assegnazione a Firenze della partenza del Tour 2014.
“ Erano sette anni che cullavo questo sogno, che avevo lanciato la proposta, poi ripresa e portata avanti con forza anche dal sindaco di Firenze Matteo Renzi e dal vice Dario Nardella ”.
Hanno deciso i soldi.
“ Noi quello che ci era stato chiesto in pratica lo avevamo garantito, e si trattava di impiegare capitali privati e non pubblici, tenuto conto del contenimento delle spese cui sono chiamati i comuni e le istituzioni in genere. Poi c’è stato un rilancio e Firenze non poteva starci a questo gioco “.
I valori, la storia dei nostri campioni che hanno valorizzato anche il Tour nemmeno considerati.
“ In pratica questi campioni come papà, come Gastone Nencini, Fiorenzo Magni, Fausto Coppi e tanti altri sono stati messi all’asta, quasi un disprezzo, e non è giusto questo modo di agire “.
Sul piano morale ed etico gli organizzatori francesi sono mancati.
“ Mi chiedo come si possa chiedere di dare il buon esempio ai corridori, ai tanti addetti ai lavori quando poi chi per primo dovrebbe farlo si comporta così. Non è assolutamente morale tutto questo ”.
Sappiamo che si è fatto sentire anche Gianni Letta.
“ E’ stato gentile, mi ha telefonato e lo ringrazio anche perché era amico di mio padre, conosceva la vicenda e l’ha seguita. Si è detto dispiaciuto ed amareggiato della conclusione “.
Non solo Firenze delusa a questo punto, ma anche altre località toscane che erano state coinvolte.
“ Si perché si erano fatti avanti città come Pisa, Livorno, Forte dei Marmi, interessate a una delle prime tappe del Tour qualora fosse partito da Firenze “.
E’ stata persa una grande occasione.
“ Penso proprio di si, il Granducato era pronto ad offrire la passione, l’entusiasmo che la gente ha per il ciclismo, ma anche le sue bellezze, è un giorno triste per lo sport del pedale “.
Mancherà il Tour ma i 100 anni dalla nascita di Gino Bartali vanno festeggiati.
“ L’idea c’è, ed è quella di chiedere la partenza del Giro d’Italia 2014 da Firenze. Sarebbe una bella risposta e mi attiverò fino da domani perchè questo obbiettivo possa essere raggiunto “.
ANTONIO MANNORI
Bene il Valdinievole nel Memorial Franco Ballerini
CICLISMO: UNA GRANDE FESTA CON ALFREDO MARTINI
ANTONIO MANNORI
SONO stati giorni un po’ tristi per il ciclismo, con la morte di Fiorenzo Magni ed il caso Armstrong, ma nella Sala Polivalente Mario Francini della Misericordia di Casalguidi, la località dove risiedeva Franco Ballerini, è stato bello vedere il sorriso, la gioia, la felicità, l’entusiasmo di tanti giovanissimi convenuti con i loro allenatori e dirigenti per la premiazione finale del Meeting Regionale di Società-Memorial Franco Ballerini. Quel sorriso che ha sempre avuto sul volto il “Ballero” al quale è stato reso omaggio prima della cerimonia con una visita nel cimitero dove riposa. Poi tutti in sala per le premiazioni indette dalla Commissione Giovanile presieduta da Maurizio Ciucci, un dirigente che ha dato un indirizzo preciso all’attività giovanissimi in Toscana, unendo alle proprie capacità, l’entusiasmo, e la passione. E sul palco anche l’inarrivabile Alfredo Martini, che prima di essere preso d’assalto per gli autografi dai giovanissimi presenti, ha regalato un altro dei suoi interventi di straordinaria umanità ed eccezionale bravura ricordando Franco Ballerini e Fiorenzo Magni due campioni che su quelle strade del nord Europa che piacevano enormemente ad entrambi, furono capaci di imprese memorabili. Presenti Giacomo Bacci per il Comitato Toscano e Luciano Talini presidente del Comitato Provinciale di Pistoia, mentre in sala e qualche istante dopo è stata premiata, la signora Sabrina, moglie di Franco Ballerini. Dopo i riconoscimenti alla Pol. Milleuci ecco le società. Nella classifica di partecipazione al primo posto l’Olimpia Valdarnese di Montevarchi seguita da Pol. Albergo Del Tongo e Nuova Sfinge Alma di Agliana. In quella femminile l’U.C. Mamma e Papà Fanini Livorno davanti alla Pol. Albergo Del Tongo e Nuova Sfinge Alma. Infine la classifica generale che ha laureato vincitrice del Meeting Regionale-Memorial Franco Ballerini l’Olimpia Valdarnese seguita da Nuova Sfinge Alma e Butese 2007. In sesta posizione il Team Valdinievole, piazzamento che fa onore a questa splendida realtà.